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Amaranto Fiammante

AMARANTO FIAMMANTE (Hypargos Niveoguttatus)

Articolo di Andrea Miraval - Foto tratte dal web

Foto tratta dal web

Inutile rimarcare l’imperiale bellezza del maschio e quella, più delicata ma altrettanto attraente, della femmina. Nonostante il nome, che negli appassionati può ingenerare confusione, questo Astrildide non è assolutamente imparentato con i veri Amaranto, appartenenti al Genere Lagonosticta (fra l’altro è anche parecchio più grosso).

Foto tratta dal web

Foto tratta dal web Ciò che li accomuna è solo la colorazione di fondo del maschio. E’ distribuito, in diverse sottospecie – con differenze minime, tanto che molti Autori le ritengono semplici Varietà di un’unica specie – in tutta l’Africa Sud-Orientale, dal Malawi fino al Mozambico, su su fino all’estremità meridionale della Somalia, passando per il Kenya. Come tutti i Twinspot, per le sue elusive abitudini di vita, passa facilmente inosservato, sì da essere ritenuto probabilmente molto più raro di quanto in realtà non sia. Abita ai margini dei boschetti di Acacia o di foreste secondarie, spesso soggiorna volentieri al suolo, fra l’erba alta e incolta e nel sottobosco, sempre però vicino a un pronto riparo arboreo dove fuggire in caso di pericolo, in piccoli gruppi o coppie. E’ il Twinspot maggiormente antropizzato, vive infatti anche ai margini dei villaggi, sempre però tenendo un atteggiamento distaccato e timido nei confronti delle attività umane. Nidifica a terra o al massimo ad un metro di altezza, costruendo un nido sferico. L’amaranto fiammante non sopporta la coabitazione con altre specie di Astrildidi, in ispecie quelli che mostrano parti del corpo colorate di rosso (i rischi di ecatombe operate da questi, in fondo, rustici Astrildidi è sempre dietro l’angolo). Per il resto dei dettagli si rimanda alla sezione Allevamento (le specie verranno trattate insieme). E’specie abbastanza comunemente allevata anche se è difficile affermare che si sia fissata una popolazione stabile ed uno stock veramente domesticato. Comunque la UK Waxbill Finch Society
http://www.waxbillfinchsociety.org.uk/Breedings%20Spreadshe…
suggerisce la nascita di 29 soggetti inanellati nel 2008 nel Regno Unito, il che fa ben sperare per il futuro di questa specie negli allevamenti europei. Vi è anche chi li alleva in Italia (Cinti ad esempio).

AMARANTO DI VERREAUX (Hypargos Margaritatus)

 

Difficile dire se si sia in presenza di un “caro estinto” nell’ornicoltura oppure se ancora qualche sparuto gruppo resista da qualche parte. Io ad esempio, che bazzico negozi specializzati e fiere e mostre espositive da 25 e passa anni, questa specie non l’ho mai vista dal vivo, neppure ai tempi “d’oro” delle importazioni dall’Africa. Eppure so di sicuro che in Europa è arrivato. Ho qui sottomano un vecchissimo libro, pure molto ben fatto, di Horst Muller, noto allevatore tedesco degli anni 70. Nei Paesi Nordici (Inghilterra, Olanda e Germania) qualche partita di questo bellissimo Astrildide è sicuramente giunta nei decenni trascorsi. Ma a che prezzo? E’ interessante farne un breve cenno, anche per non rimpiangere troppo questo mercato di piccoli schiavi importati ed anzi implementare l’allevamento captivo di quelli rimasti. Cito: “Diverse spedizioni di questo uccellino arrivarono in Inghilterra nel 1933, nonostante ciò dovettero tutti perire in breve tempo perché non se ne sentì più parlare fino al 1961, quando l’importatore tedesco A. Woestendiek ne pose in vendita un certo numero. Quasi tutti erano maschi. Infatti, a causa della salute estremamente delicata delle femmine, solo alcuni esemplari di queste sopravvissero: probabilmente le perdite furono dovute alle scomodità del lungo e penoso viaggio di spedizione. Herr Woestendik trovò il metodo per importare questi uccelli, evitando queste perdite così gravi. In effetti scoprì che questi Amaranti riuscivano a sopravvivere solo quando trasportati non in compagnia (nella stessa gabbia) con altre specie di Astrildidi”. Ecco, quanto detto serve anche a capire come, fra i Twinspot, questi siano decisamente i più delicati, assolutamente da tenere (quando mai se ne venisse in possesso) da soli, in singola coppia. 
L’Amaranto di Verreaux è specie di delicata quanto incomparabile bellezza. Inizialmente considerato una sottospecie dell’Amaranto Fiammante, oggi è considerata specie a sé stante a seguito di esami approfonditi delle differenze anatomico-fisiologico-comportamentali tra le due specie. Vive nel Mozambico meridionale fino al Transvaal oriental, Swaziland orientale e Natal settentrionale, Sudafrica. Vive in ambienti simili a quelli dell’Amaranto Fiammante, ma è più forestale del precedente e molto più schivo (mai lo si trova in vicinanza dei villaggi). Raramente si intruppa con altre specie di Astrildidi, ed anche i gruppi monospecifici sono di modeste dimensioni (talvolta formati da una sola coppia). Gran parte del suo areale è sovrapposto a quello dell’Amaranto Fiammante, ma non si sono mai registrati in natura casi di ibridazione (e questo conferma lo status di specie a sé stante, almeno a seguire la relativa definizione più moderna, data da Ernst Mayr, padre della moderna Nuova Sintesi Evoluzionista: “Due individui appartengono a due specie distinte, se, quando posti in condizioni naturali, non si ibridano mai”). Anche il richiamo ed il canto (che ricorda quello dell’Amaranto del Senegal – Lagonosticta Senegala) dell’Amaranto di Verreaux è profondamente differente da quello del suo stretto parente dai colori più accesi, classica barriera anti-ibridazione per specie strettamente imparentate, simili morfologicamente e simpatriche (cioè viventi nello stesso territorio).