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IL BENGALINO VENTRE ARANCIO - IL NANETTO TRA LE ASTRILDI

Articolo di Andrea Miraval - Foto tratte dal web

Quando si va in Africa (la mia passione) si sente da subito parlare dei cosiddetti “big five”, vale a dire le 5 specie di grandi Mammiferi oggetto della brama e cupidigia di qualsiasi cacciatore fotografico (e talvolta purtroppo anche armato di qualcosa di più pericoloso di una semplice digitale), quei 5 grandi animali che, quando vengono visti e fotografati per completo, rendono altrettanto completo ed indimenticabile il safari; Leone, Elefante, Bufalo Cafro, Rinoceronte (nero o bianco a seconda di dove si vada) e Leopardo. In genere 3 si avvistano facilmente, il Leopardo è tosto in quanto molto mimetico, il Riconoceronte, soprattutto il nero, causa la sua rarità (per la caccia di frodo,,,sic!) molto molto difficile.

Analogalmente, all'epoca, non rimpianta da me, delle grandi importazioni di Astrildi dall'Africa c'erano in scala più ridotta 5 piccoli “big five”, cioè 5 specie che non mancavano mai all'appello ad ogni primavera (e che rendevano ogni collezione di Astrildi davvero preziosa) quando i piccoli schiavi (almeno quelli che sopravvivevano alle infauste trasferte) arrivavano a riempire gabbie e gabbioni di negozi e mercatini: Amadina Gola Tagliata (Amadina Fasciata), Cordon Blu (Uraeginthus Bengalus), Becco di Corallo (Estrilda Troglodytes), Guanciarancio (Estrilda Melpoda) e per finire il nostro Bengalino Ventre Arancio (Amandava Subflava). Vederli per me era sempre emozionante, così piccolini, teneri, stavano in genere in fila, come chicchi di cotone morbido, stretti l'uno all'altro per ripararsi dal vento tagliente che talvolta sferzava in quelle prime fredde giornate di primavera. Che piccoli incantevoli uccellini! I maschi dal ventre arancio acceso e le femminucce con quei delicatissimi occhialini giallo chiari.

Li ho sempre avuti ad ancora oggi li rimpiango. Trovare uccelli così dolci, socievoli, tutto sommato robusti, longevi e pronti a riprodursi (anche se con qualche difficoltà nell'alimentazione dei piccoli) è raro. Sono uccellini adattissimi all'allevamento in colonie, in voliera, frammisti ad altri Astrildidi, rimangono socievoli anche durante l'allevamento dei pulli che covano, fra l'altro con grande impegno e dedizione (alla stregua dei Cordon Blu direi). Allora perché oggi, con il blocco importativo sono diventati abbastanza rari? Le motivazioni sono sempre le stesse. Le vedremo, ma prima un po' di sistematica ed ecologia della specie.

TASSONOMIA: con i suoi 9-10 cm il Bengalino Ventre Arancio è senz'altro il più piccolo Astrilde che si trova in allevamento. È talmente piccolino che un accorgimento da prendere è quello di verificare il passo delle sbarre della gabbia o voliera che li ospita. Io ho perso una femmina, fuggita attraverso le sbarre slargate da un beverino dell'acqua poi spostato, in un periodo in cui un maschio di Cordon Blu in calore spadroneggiava soffiando come un matto e scacciando tutti. Non scherzo! Nonostante le ridotte dimensioni, questo splendido nanerottolo appartiene pienamente al Genere AMANDAVA, essendone l'unico rappresentante africano. A differenza del noto Bengalino Moscato il maschio non presenta variazione stagionale nel piumaggio, essendo questa specie meno legata ad una precisa stagionalità riproduttiva. In questo cioè il Bengalino Ventre Arancio rassomiglia a tutti gli altri Astrildi, essendo invece l'eccezione il Bengalino Moscato. Si conoscono due sottospecie facilmente distinguibili ed entrambe (la prima molto più comunemente) arrivate in Europa:
AMANDAVA SUBFLAVA SUBFLAVA: la sottospecie nominale si distingue per la colorazione arancio brillante del petto e soprattutto del ventre (dove è maggiormente intenso). È diffusa nell'Africa Occidentale subsahariana dal Senegal fino al Kenya occidentale, passando per buona parte dell'Africa Centrale. 
AMANDAVA SUBFLAVA CLARKEI: più meridionale ed orientale della sottospecie nominale, questa sottospecie è diffusa in buona parte dell'Africa Equatoriale e Meridionale orientale, dal Kenya orientale al Mozambico. Si distingue per avere i maschi una colorazione gialla brillante o arancione molto chiaro a carico di petto e ventre, comnque mediamente più chiara rispetto alla ssp. Subflava.

COMPORTAMENTO IN NATURA: il Ventre Arancio vive in praterie con erba alta o savana, ai margini di raccolte d'acqua ma anche in zone spiccatamente più aride, generalmente in piana ma anche ad altitudini non superiori comunque ai 1600 metri. Risulta molto confidente ed avvicinabile, si sposta in gruppetti o semplicemente nuclei famigliari, ma fuori dalla stagione riproduttiva forma anche stormi più numerosi, anche se meno erratici di altri astrildi.

 

ADATTAMENTO ALLA VITA CAPITVA – RIPRODUZIONE: Nonostante che De Baseggio nel suo famoso libro I PLOCEIDI dei gloriosi anni '80 affermi che una certa Signora Peri abbia riprodotto il Ventre Arancio in una comune gabbietta e utilizzando il classico nido in vimini, questo rappresenta un'eccezione. Infatti la sistemazione ideale, anche per ottenere soddisfacenti successi riproduttivi, è la voliera plantumata. Fra le frasche ed a terra sono entrambe sistemazioni molto amate dal nostro nanetto, nel primo caso quando è in fase riproduttiva o semplicemente se si sta riposando, nel secondo, a terra, quando è a caccia di semi e di minuscoli insetti. L'alimentazione è molto semplice, fra le più semplici per un Astrilde, io non ho mai notato forme di avitaminosi o false mute in questa specie, tra l'altro anche piuttosto calma e quindi non soggetta come altre (si veda l'Astrilde Coda d'Aceto che sarà trattata più avanti) al fenomeno dello spiumamento da stress (detto anche pica da stress) . Non sono necessari nemmeno i semi germinati o verdi per mantenerli in salute, basta somministrare, accanto al solito mistone esotici, semi di ridotte dimensioni, quali lattuga, cicoria e semi di erbe prative. Alcuni allevatori sono usi coltivare semi di erba di prato (comunemente venduta nei garden) e somministrare il vaso non appena cominciano ad intravvedersi le puntine verdi delle neonate piantine. Relativamente all'alimentazione da somministrare durante la riproduzione il trucco è di integrarla con alimenti proteici come pinkies, larve di buffalo o di camola (scegliendo però quelle di minori dimensioni). Come tutte le Astrildi anche queste non ingoiano le larve ma le spremono, facendosele passare come sigari sul becco avanti ed indietro e suggendone il contenuto spremuto. La voliera plantumata assolve egregiamente allo scopo, essendo naturale fonte di Afidi e di insetti di piccole dimensioni, amatissimi dai nostri nanerottoli. L'alimentazione proteica deve essere somministrata stagionalmente in modo anche da fungere da stimolo per la riproduzione, esattamente come avviene in Natura. La RIPRODUZIONE una volta rispettate queste condizioni (presenza di piante e integrazione di vivo) è relativamente semplice. Nessun problema nella scelta del nido che potrà costruirsi da solo o utilizzarne uno prefabbricato (purché occultato fra le frasche), nessun problema nella scelta del partner, sono estremamente adattabili in questo senso e la coppia si mantiene a lungo. La femmina depone mediamente 4-6 uova bianche. Date le ridotte dimensioni delle uova e dei pulletti che ne fuoriescono è consigliato, quando si voglia tentarlo. L'utilizzo di passeri di piccole dimensoni e dal becco sottile. In ogni caso la riproduzione a balie, come per tutti gli astrildi africani, non è altamente consigliata e spesso povera di risultati. Dopo 14 giorni nasconi i pulli che, come detto, abbisognano di alimentazione altamente proteica. Nonostante la buona disponibilità di insetti sia somministrati, sia naturalmente presenti in voliera, talvolta i novelli che dopo 3 settimane dalla nascita in genere escono dal nido, talvolta presentano alcune penne remiganti biancastre, indizio e segno di malnutrizione. Questo problema in genere si risolve alla muta successiva, ma talvolta muoiono prima di completarla. Per evitare questo bisogna integrare il più possibile, anche preparando appositi pastoni con aggiunta di pinkies. Questo è in fondo il problema per cui questa specie non si è ancora affermata come merita, allietando qualsiasi allevatore con i suoi colori, l'intelligenza e mitezza dell'indole, la sua confidenza e affettuosità.