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Diamante Fetonte

IL DIAMANTE ROSSO O FETONTE (NEOCHMIA PHAETON)

Articolo di Andrea Miraval - foto tratte dal web

 

Che il Diamante Fetonte sia di notevole difficoltà allevatoria me ne sono reso conto da subito, al di là di ciò che già sapevo, nell’estrema difficoltà di reperire articoli di esperienze specifiche di allevamento sul web,. Per esperienze non intendo ciò che si trova nei testi generalisti o nel sitowww.birdcare.com , ma di esperienze PERSONALI di allevamento, da me sempre preferite. Così mi sono attrezzato ed ho scritto una mail ad un allevatore australiano (che gentilmente mi ha risposto, un po’ sorpreso che in Italia questo Diamante fosse così conosciuto) di cui taccio il nome perché non gli ho spiegato che l’avrei messo sul web (alcuni allevatori sono un po’ gelosi) e mi sono fatto mandare da Alcedo l’articolo (tratto dal numero di Novembre/Dicembre 2007) relativo all’esperienza del Cinti (essendo abbonato, purtroppo solo da gennaio, è un mio diritto acquisire articoli su richiesta dei numeri passati). Così ho ricavato addirittura due esperienze, fra l’altro differenti fra loro, essendo una in voliera e l’altra in gabbia.

TASSONOMIA: Il Diamante Fetonte esiste in natura con 2 sottospecie: La Neochmia Phaeton Phaeton (Diamante Fetonte Ventrenero)e la Neochmia Phaeton Evangelinae (Diamante Fetonte Ventrebianco). Si distinguono ovviamente per la colorazione del ventre e sottocoda, nerastra la prima, bianchiccia la seconda. La prima sottospecie è nettamente più comune della seconda (che dalla IUCN Australiana è considerata Specie Vulnerabile) ed è l’unica che ho sempre visto posta in vendita nella varie mostre. Per la distribuzione, habitat e note comportamentali si legga quanto riportato nella sezione habitat e comportamento in natura. 
Foto Evangelinae

Il Diamante Fetonte è un tipicissimo Diamante Australiano (almeno da questo punto di vista non esistono problematiche di alcun tipo!!), ascritto al Genere Neochmia insieme al ben più comune (negli allevamenti, giacchè in natura anche lui non se la passa benissimo) Diamante Codarossa (Neochmia Ruficauda).

DISTRIBUZIONE, HABITAT E COMPORTAMENTO IN NATURA: Le due sottospecie sono distribuite in differenti aeree (com’è logico): la Evangelinae (Ventrebianco) Nuova Guinea Meridionale, Penisola di Cape York (dove sopravvive con meno di 2000 coppie nidificanti) e parte dell’Australia Settentrionale. La Phaeton (Ventrescuro) Australia settentrionale dai fiumi Fitzroy e Derby verso est attraverso il Northern Territori fino al Queensland settentrionale.Entrambe le sottospecie sono legate ad habitat similari e manifestano comportamenti sovrapponibili, ma la Evangelinae è meno confidente e più forastica, mentre la Phaeton ha recentemente conquistato un habitat antropizzato, portandosi in vicinanza degli insediamenti umani e delle fattorie, a margine dei campi coltivati (in particolare risaie).

L’HABITAT a cui questo Diamante è legato è di due tipi, entrambi peraltro riconducibili al tipico ambiente paludoso-umido delle foreste tropicali del Nord dell’Australia:

Habitat a Corymbia tesselaris: trattasi di un habitat caratterizzato da canneti alternati a rigogliose praterie paludicole, i cui tipici alberi sono questa specie di eucaliptus più strettamente legata (rispetto ad altre specie di eucalyptus) a terreni ricchi di acqua.

Habitat a Pandanus spiralis: trattasi di un habitat caratterizzato da rigogliose “foreste” di questa pianta simile alla yucca, che in natura raggiunge altezze di 3-4 metri. Questo è forse l’habitat più tipico e preferito da entrambe le sottospecie, che risultano strettamente legate a questa pianta, fra i cui rami cercano albergo, riparo e nidificano.

Il Diamante Fetonte è specie quindi legata ad ambienti tropicali-umidi, ama molto sguazzare nell’acqua delle pozze presenti un po’ ovunque nel suo habitat, non è timida e lo si può osservare generalmente molto bene, per il suo colore rosso cremisi e l’indole piuttosto confidente. Di seguito alcune foto di fetonti nel suo habitat.

Vive in coppia o branchetti di modestissime dimensioni (non è specie molto socievole), è sempre in movimento e compie voletti molto brevi fra le foglie di Pandano, talvolta addirittura se scoperto sul terreno preferisce arrampicarsi rapidamente sul tronco piuttosto che volare via. E’ specie sedentaria e non è troppo specializzata nell’alimentazione, mangiando erbe e semi prativi e insetti. Queste sono tutte caratteristiche che lo renderebbero un uccellino ideale per essere allevato, se non fosse che…… ecco durante la stagione riproduttiva i maschi, in particolare, subiscono profonde modifiche comportamentali. Diventano molto aggressivi, sia durante la costruzione del grosso nido sferico posto molto nascosto tra le canne o le foglie di pandano, sia durante l’incubazione e lo svezzamento, scagliandosi come piccoli demoni rossi contro qualsiasi intruso (conspecifico o non) che si avvicini troppo al nido. Fischiando si slanciano con incredibile foga e ferocia sull’intruso, inseguendolo fra le fronde. Gli spettacoli che si offrono alla vista del birdwatcher sono ad alta tensione e spettacolarità! I motivi evolutivi non sono chiari, forse scarsità di siti idonei alla nidificazione, forse che, visto il loro colore vistoso, la riproduzione in colonia esporrebbe nidi ed uova a troppi pericoli da parte dei predatori “visivi”, e quindi è meglio stare sparpagliati il più possibile…… ma tant’è! Il Demone torna “normale” solo alla fine della stagione riproduttiva.

ALLOGGIO, COABITAZIONE, ALLEVAMENTO: vidi il Diamante Fetonte per la prima volta alla Mostra di Faenza vent’anni fa. Chiesi all’allevatore, un anziano emiliano, incantato da cotanta bellezza, com’era questo diamante da allevare. Mi rispose in dialetto: “L’è on bastard!”. Altri lo chiamano Diamante Fetente! In effetti il Fetonte in allevamento riserva alcune “sorprese” non proprio gradevoli. Innanzitutto, per i motivi visti sopra, E’ SCONSIGLIATO IL SUO ALLEVAMENTO IN COLONIA MISTA, pena trovare qualche coabitante col cranio sfondato, stecchito al suolo e talvolta senza che vi fossero stati preavvisi. Ma, per altri aspetti, la coabitazione in grande voliera plantumata, e con al massimo una coppia di robusti Diamanti (tipo il Guttato) in grado di difendersi, forse è una strada da perseguire per i motivi che vengo a dirvi. L’iper-aggressività del maschio in riproduzione (probabilmente utile in Natura), se non trova altri stimoli dove possa canalizzarsi si “redireziona” sull’unico essere vivente con cui è in contatto, la femmina. Ciò avviene sia in gabbia sia in voliera (ho avuto conferme da entrambi gli articoli che ho letto), INDIPENDENTEMENTE DALLE DIMENSIONI DELL’ALLOGGIO. Il raptus è improvviso, e senza preavviso spesso, e l’allevatore trova la povera femmina (molto meno aggressiva del maschio) sventrata e sanguinante mentre il maschio si avventa con foga su essa allargando la ferita (il becco è molto robusto). Molti allevatori sono usi, ma è una pratica che disapprovo, tarpare le remiganti del maschio in modo da limitarlo nel suoi spostamenti e permettere alla femmina di sopravvivere. Ma non è finita: uguali raptus, addirittura peggiori, il maschio li ha durante lo svezzamento dei pulli, avventandosi su essi, mutilandoli e sbattendoli al suolo.

DUE SOLUZIONI:

Gabbia: predisporre una gabbia con divisorio in mezzo, ponendo a contatto visivo i due partner. Quando si osserva che sono pronti all’accoppiamento, togliere il divisorio, controllando a vista cosa accade e riseparandoli prontamente ad accoppiamento avvenuto. Le uova poi si pongono a balia con passeri (i pulli dei Fetonti sembrano crescano bene e siano robusti).
Voliera: porre la coppia insieme ad un'altra coppia di Diamanti più grossi e robusti (tipo Guttato, Codalunga…..) in grado di tenere a bada il maschio di Fetonte (così ha fatto l’allevatore australiano) ma permettendogli di sfogarsi senza attaccare la sua femmina. Insomma una distrazione utile ad evitare la strage familiare. In questo caso gli altri ospiti soffrono un po’, in genere non si riproducono, ma permettono di canalizzare l’aggressività del maschio su di loro! In questo caso l’allevamento in purezza può essere conseguito.

Per il resto il fetonte è confidente, abbastanza robusto (teme il freddo ma non più del Gould), non esigente in fatto di alimentazione e anche prolifico (gli vanno bene i comuni nidi a cassetta). L’unico problema è una muta un po’ lenta ed a volte difficoltosa e che si interrompe prima del completamento. Limitare le prede vive, specie durante gli amori, perché sembrano incrementino l’aggressività del maschio!

 

CONCLUSIONI: Indubbiamente è una sfida affascinante questo Diamante, soprattutto se si considera che, a distanza di 45 anni dal blocco delle importazioni, ancora non si è riusciti a fissare un ceppo stabile e numericamente sufficiente. Si trova infatti ancora sporadicamente ed a prezzi non popolari (la coppia a Zebras costava 400 €!). Che peccato! Per cui qualcuno ci provi!!!